Review about TMR007 ::: Belaqua Shua ::: SoWhat webzine

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Spesso la scelta di adottare uno pseudonimo coincide con la volontà di dichiarare un intento da perseguire. E non a caso Pier Giorgio Storti ha deciso si adottare la denominazione Belaqua Shua, di evidente matrice letteraria, per il suo primo disco da solista.

“Where is everybody else?”, pubblicato in edizione limitata dalla Triple Moon Records, in effetti è un insieme variegato di istantanee dalla forte valenza narrativa, in cui si fondono abilmente istanze e stili differenti, creando un universo in bilico tra esplorazioni elettroacustiche, musica d’ambiente e sperimentazioni  folk  dalle tinte vagamente oscure. Tratto distintivo è senza dubbio una notevole ricchezza di suoni che nasce dall’utilizzo di una strumentazione quanto più varia. Si passa così da racconti in cui a dominare è l’incedere, al tempo stesso dolente e cullante, del suono degli archi (“Lovable dross”), ad altri in cui lo stesso strumento si combina a trame vocali dal sapore teatrale, capaci di incidere in modo determinante sulla narrazione (“Musique de l’indifférence”, “Je ne veux pas me tromper”). A tratti emerge una  componente cinematica (“Come rifiuti sparsi a caso”, “Peleiades”), che introduce una tensione e un pathos ulteriore alle già vivide immagini suggerite dalle trame sonore cistruite da Storti. Lungo lo svolgersi del disco si incontrano anche episodi isolati come “My water my fire”, vera e propria canzone costruita attorno alla voce profonda di Davide Landini, e come il pianismo vagamente romantico di “Found tape n°3”, che suona come un ricordo che riaffiora improvviso.

Un esordio notevole, ottima premessa per futuri viaggi alla ricerca di paesaggi sonori capaci di imprimersi nell’immaginario con grande forza.

Permanent link: https://sowhatmusica.wordpress.com/2015/11/03/belaqua-shua-where-is-everybody-else/

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About triplemoonrecords

Alternative & Experimental music net-label. Based in France
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